Descrizione
Accademia di Belle Arti di LECCE
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Informazioni Contatti
Via Giuseppe Libertini, 3, 73100 Lecce, Puglia 73100
Descrizione

Accademia di Belle Arti di LECCE

Corsi 

 

Decorazione
La Scuola di Decorazione afferisce al DIPARTIMENTO DI ARTI VISIVE. La decorazione come impegno di coscienza soggettiva dell’operare nell’ambito artistico si avvale di una pratica di ampio respiro strutturale, progettuale e ideativo. Fondamentale ? l’apertura ad ogni tendenza espressiva con particolare analisi verso le problematiche contemporanee.
Grafica
La Scuola di Grafica afferisce al DIPARTIMENTO DI ARTI VISIVE. Il corso di Grafica è finalizzata all’apprendimento delle tecniche editoriali nella produzione di messaggi verbo-iconici, un obiettivo che può essere raggiunto attraverso lo studio preliminare del disegno e della grafica d’arte come basi conoscitive per la gestione consapevole dei sistemi digitali contemporanei.
Nuove Tecnologie dell’Arte
I corsi di studio per il conseguimento del Diploma accademico di primo livello della Scuola di Nuove tecnologie dell’arte hanno l’obiettivo di assicurare un’adeguata padronanza dei metodi e delle tecniche nell’ambito della ricerca artistica rivolta all’uso e all’utilizzo delle nuove tecnologie mediali della comunicazione.
Pittura
La Scuola di Pittura afferisce al DIPARTIMENTO DI ARTI VISIVE. Lo studio della pittura è essenzialmente, strumentalmente, formaticamente, riferito allo studio della tecnica, cioè l’acquisizione di quelle conoscenze imprescindibili a consentire un qualsiasi sviluppo successivo della personalità artistica e creativa.
Progettazione Artistica per l’Impresa
I corsi di studio per il conseguimento del Diploma accademico di primo livello della Scuola di Progettazione artistica per l’impresa hanno l’obiettivo di assicurare un’adeguata padronanza dei metodi e delle tecniche artistiche, nonché l’acquisizione di specifiche competenze disciplinari e professionali al fine di fornire ai discenti conoscenze e metodologie progettuali ed espressive nell’uso degli strumenti della rappresentazione e delle pratiche artistiche, con particolare riguardo alla comunicazione, al disegno industriale, al design, alla moda.
Scenografia
La Scuola di Scenografia afferisce al DIPARTIMENTO DI ARTI PROGETTUALI. La scuola di Scenografia si propone di preparare alla progettazione e all’allestimento delle diverse forme di comunicazione e spettacolo attraverso l’acquisizione di competenze tecniche, grafiche e storico-critiche attinenti le diverse forme di rappresentazione scenica e di comunicazione visiva, sia in ambito teatrale che video-cinematografico e digitale.
Scultura
La Scuola di Scultura afferisce al DIPARTIMENTO DI ARTI VISIVE. Lo studio della scultura ha l’obiettivo di orientare verso competenze che richiedono un costante impegno progettuale legati all’approfondimento dei rapporti spaziali: scultura-ambiente, scultura-architettura, secondo criteri selettivi che offrono modelli di “comportamento visivo” nei quali rintracciare atti del pensiero e dell’intelligenza.

Scheda

Fondata nel 1960, l’Accademia di Belle Arti di Lecce, dal 1970 ha sede nell’antico convento domenicano di S. Giovanni D’Aymo, adiacente alla chiesa di S. Giovanni Battista, comunemente detta del “Rosario”, presso Porta Rudiae, uno degli ingressi al Centro Storico. Il sito, tra i più belli e integri della città barocca, segna l’inizio del percorso voluto alla metà del ‘600 dal vescovo Aloisio Pappacoda a simboleggiare il potere della chiesa: da Porta Rudiae a piazza Duomo, la via è condensata da un susseguirsi di rilevanti episodi architettonici in gran parte opera di Giuseppe Zimbalo (1620? -1710), tecnico di fiducia del vescovo, come la chiesa di S. Teresa, fino alla Cattedrale barocca e al suo svettante campanile. La limpida intelaiatura della facciata del convento di S. Giovanni D’A/mo, ritmata da sei paraste d’ordine gigante e conclusa, alle due estremità, da eleganti portali coronati dai sovrastanti balconi, è della metà del ‘700.Attribuita da alcuni ad Emanuele Manieri, è comunque ascrivibile, se non a lui, a quella koinè borghese di cui Emanuele e il padre Mauro sono iniziatori e maestri, capaci di padroneggiare urbanisticamente il rapporto edificio – contesto con proposte architettoniche ormai lontane dalla rutilante vistosità barocca, e piuttosto tendenti ad un organico e dignitoso raccordo alla maglia strutturale della città.-Cosi la facciata del ‘700 fronteggia con sobrietà di forme la preesistente fabbrica cinquecentesca dell’Ospedale dello Spirito Santo, opera di Giangiacomo dell’Acaya, e insieme formano, per chi entri da Porta Rudiae, una sorta di solenne preambolo al sorprendente incontro con l’ultima opera di Zimbalo, la fastosa chiesa di S. Giovanni Battista ( 1691 -1728). Le vicende relative al complesso monumentale della chiesa e del convento Dei Domenicani hanno tuttavia origini più remote: La prima fondazione, con bolla di Bonifacio IX del 9.1 1. 1389, fu resa possibile grazie alle donazioni del benefattore Giovanni D’Aymo, e fu realizzata in forme gotiche di cui restano oggi, nel convento, alcuni reperti e un affresco quattrocentesco raffigurante S. Caterina da Siena che riceve le stimmate. L’importanza del convento crebbe nel tempo. Ai padri domenicani fu affidata l’amministrazione del vicino Ospedale dello Spirito Santo (fino al 1514) e di due monasteri di monache claustrali domenicane, S. Maria della Nova e S. Maria della Visitazione de ‘Checrì; inoltre nel 1652 vi fu trasferito il Centro di Studi filosofici e teologici dei Padri Predicatori, prima ad Andria. Tutto ciò portò alla necessità del rifacimento in forme più congrue sia della chiesa, “poco proporzionata, piccola, oscura, et incapace per il popolo” (1691), che del convento, “antico, umido ed oscuro” (metà del 700). Le vicende relative alle presenze dei domenicani si concludono nel 1809, con la soppressione del convento per effetto delle leggi eversive napoleoniche e l’acquisizione dell’immobile da parte del Demanio Regio.

Nel 1812 vi si impianta la Manifattura dei Tabacchi che determina, con la necessità di adattamento dell’edifìcio conventuale alle nuove esigenze “industriali”, una serie di profonde trasformazioni alle originarie strutture architettoniche. E’ del 1905 la demolizione di un intero isolato di via S. Maria del Paradiso per far posto ad un imponente edifìcio a tré piani addossato al convento e di alcuni anni dopo l’abbattimento di un tronco delle mura cinquecentesche retrostanti. Agli inizi degli anni 60 l’ex convento viene abbandonato e gli impianti di produzione del tabacco trasferiti in una moderna struttura fuori città: l’immobile, in pessimo stato di conservazione e ampiamente rimaneggiato, consegnato al Ministero della Pubblica Istruzione, viene adibito a sede dell’Accademia di Belle Arti. Il progetto di restauro e adeguamento del complesso conventuale alle nuove funzioni è del 1973, ma la demolizione e ricostruzione “in stile” del cortile gotico posteriore nel corso dei lavori, determinano, nel 1978, la loro sospensione da parte della Sovrintendenza alle Belle Arti. Oggi, pur utilizzandosi parzialmente, per necessità di spazi, anche l’incompleto corpo posteriore dell’edifìcio l’attività dell’Accademia si svolge pienamente nei locali disposti a piano terra e nel primo piano intorno al chiostro settecentesco prospiciente via Libertini. L’elegante chiostro, di pianta rettangolare con 5 per 6 arcate e pozzo centrale, è racchiuso per due lati dalle mura cinquecentesche di Giangiacomo dell’Acava, sulle quali è impiantato il bellissimo giardino pensile, per un lato dalla chiesa adiacente e per l’ultimo da tré ampi locali corrispondenti alla facciata, dal 1997 sede della Galleria d’Arte dell’Accademia.

Prof.ssa Marina Pizzarelli

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