Standard Formativo SF/TAECF

NOTA PAGINA IN RIVISTAZIONE AL FINE DI ADEGUARLA AL NUOVO QUADRO DELLE COMPETENZE: TAH-CF

Pagina di riferimento: Quadro delle Competenze del Turismo, delle Arti e dello Spettacolo: “Tourism, Arts and  Entertainment Competence Framework (TAECF)”  

Premessa

Il Quadro TAECF è stato implementato in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework – EQF), alla Raccomandazione 2009/C 155/02 (Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale -ECVET) e al modello e-CF 3.0 (European e-Competence Framework) per le parti applicabili. Il volume descrive le strutture e le metodologie usate per l’implementazione del TAECF e due standard di riferimento ad esso collegati:

  • SP/TAECF: Standard Professionale (SP) utilizzato per la costruzione o ridefinizione di profili professionali basati sul Quadro TAECF e relativo alle professioni non regolamentate riferibile ai settori turistici, dell’arte e dello spettacolo. Lo schema, almeno nelle linee di principio, può comunque essere utilizzato anche per altre professioni.
  • SF/TAECF: Standard Formativo (SF) utilizzato per la descrizione di percorsi formativi basati sul Quadro TAECF ma che può essere utilizzato per qualsiasi percorso formativo relativo ad Apprendimenti Formali e Non Formali.

Di seguito lo schema di riferimento SF/TAECF elaborato in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework – EQF), alle Raccomandazioni 2009/C 155/02 (Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale -ECVET) ed allo Standard SP/TAECF.

I Vantaggi nella definizione di percorsi formativi conformi allo standard SF/TAECF.

I Vantaggi principali nell’applicare lo standard SF/TAECF derivano dal fatto che tale standard è conforme al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework – EQF), alla Raccomandazione 2009/C 155/02 (Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale -ECVET) e conseguentemente:

  • Risultati dell’Apprendimento. Permette di definire percorsi formativi in termini di risultati dell’apprendimento, che indichino precisamente che cosa conosce ed è in grado di fare chi è in possesso dell’attestato finale rilasciato alla fine del percorso di formazione
  • Trasparenza e Riconoscibilità. Garantisce un maggiore trasparenza, riconoscibilità dei contenuti e dei risultati dell’apprendimento
  • Linguaggio Comune. Utilizzo di un linguaggio comune che facilita il mutuo riconoscimento di percorsi formativi tra le parti interessate
  • Armonizzazione a Standard Internazionali. Armonizzazione e uniformità a standard internazionali riconosciuti dei percorsi formativi per le professioni non regolamentate
  • Flessibilità. Permette di definire percorsi formativi flessibili
  • Trasferimento delle Competenze. Il trasferimento di unità capitalizzabili consente ad una persona di far valere le competenze acquisite anche quando l’interessato cambia il suo percorso di apprendimento o di specializzazione professionale
  • Collegamento tra Apprendimento Formale e Non Formale. Permette di favorire un collegamento migliore tra l’apprendimento formale, non formale e informale
  • Collegamento tra Mondo del Lavoro e Mondo della Formazione. L’integrazione con lo standard professionale SP/TAECF permette di favorire un collegamento migliore tra mondo del lavoro (compiti) e mondo della formazione (risultati dell’apprendimento)

Struttura dello Standard

Lo standard SF/TAECF pur essendo nato per l’apprendimento non formale può essere utilizzato per descrivere un percorso formativo relativo all’apprendimento formale

I percorsi formativi a cui è possibile applicare lo schema proposto sono essenzialmente di 2 tipi :

  • Competenze delle Professioni (Corsi Professionalizzanti – “Chi” – ): Percorsi formativi, in genere di media e lunga durata, che forniscono competenze complesse i cui profili professionali in uscita sono riferibili a specifiche professionalità
  • Competenze Tematiche (Corsi Base – “Cosa, Come, con quali strumenti” – ): Percorsi formativi, in genere brevi, che forniscono competenze di base, basate su singole tematiche che uno o più professionisti possono possedere e che concorrono alla costituzione delle competenze che i vari profili professionali devono avere. Anche i corsi di aggiornamento rientrano in questa categoria.

Un percorso formativo dovrebbe essere descritto attraverso uno schema che comprenda almeno i seguenti elementi:

  • I requisiti di conoscenza, abilità e competenze (KSC- Knowledge, Skills and Competences) acquisiti
  • Gli strumenti di valutazione dei risultati dell’apprendimento
  • Il riferimento al livello EQF attribuito
  • I crediti ECVET assegnati alle singole Unità Capitalizzabili (Unità Didattiche), nonché il punteggio ECVET associato all’intero percorso formativo.
  • Gli strumenti di monitoraggio della qualità della formazione erogata

Il Percorso formativo deve essere composto da una o più unità capitalizzabili (unità didattiche o “unita” nel senso indicato da ECVET), ogni unità deve essere definita in termini leggibile e comprensibile e dovrebbe essere il più possibile “autoportante”, nel senso di indipendente dalle altre unità, così come in linea teorica i contenuti didattici dovrebbero riferirsi a specifiche competenze.

Nella realtà, proprio per tenere conto della indipendenza delle Unità Didattiche, si dovrà accettare un certo grado di “ridondanza” nel senso che i contenuti di una unità didattica serviranno ad acquisire competenze diverse e le stesse competenze potranno comparire in più unità didattiche. Questo comporta che anche il processo di valutazione delle abilità e competenze non può essere sempre effettuato a livello di singola unità didattica ma spostato in avanti nel percorso formativo, a volte alla fine, con attività successive (project work, tesi, tirocini lavorativi, esami finali scritti e orali).

Ecco quindi che è importante, prima della definizione delle singole Unità Capitalizzabili (Unità Didattiche) definire una matrice di correlazione tra competenze, abilità e conoscenze e che le Unità didattiche nel loro complesso contengano tutte le conoscenze indicate nella matrice. Inoltre, laddove le competenze sono legate ad uno Standard Professionale dove sono stati definiti i compiti e le attività specifiche, la matrice dovrà contenere anche questi ultimi. Nella sostanza, nell’ottica dell’ottica dell’integrazione degli standard professionali e formativi (mondo del lavoro e mondo della formazione), deve valere il principio di “cosa sono in grado di svolgere in ambito lavorativo” (Standard Professionale) e il “cosa si apprende” (Standard Formativo) devono, nei limiti del possibile, coincidere.

Lo schema presentato prende spunto, semplificandone la struttura per alcuni aspetti e ampliandola per altri al fine di adattarla ai percorsi formativi, dal modello indicato nella UNI 11621-1 “Metodologia per la costruzione di profili professionali basati sul sistema e-CF” a sua volta ripreso dal CWA 16458 predisposto dal CEN Workshop Agreement. Il modello, pur essendo stato sviluppato per i profili ICT, ha il vantaggio che può essere applicato in qualsiasi settore.

Il modello, adattato al concetto di percorso formativo contiene i seguenti item:

        1. Titolo
        2. Livello di corrispondenza EQF
        3. Descrizione
        4. Normativa e documenti di riferimento
        5. Durata e struttura
        6. Prerequisiti di ingresso
        7. Obiettivi, risultati attesi e Attestazioni rilasciate
        8. Unità capitalizzabili e Crediti ECVET
        9. Procedure e criteri di valutazione dei risultati
        10. Procedure e criteri di valutazione della qualità

In base al tipo di percorso formativo alcuni item potranno non essere applicabili.

Vediamo i singoli punti dello schema, rimandando al seguente link per un esempio operativo relativo ad un corso : Esperto del Turismo Esperienziale: Schema Formativo CSH/SFCP6

1. Titolo

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (sempre)

Il titolo deve identificare in modo univoco il percorso formativo, laddove quest’ultimo si riferisce ad un profilo professionale o ad una specifica competenza tematica, è preferibile che contenga il riferimento alla professione (o alla competenza) acquista al termine del percorso.

2. Livello di corrispondenza EQF

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (consigliato); Corsi Base (non necessario)

Corsi Professionalizzanti:

Assegnazione del livello EQF

Il livello finale di corrispondenza EQF associato ad ogni singolo profilo professionale in uscita (Competenze complesse) dovrebbe tenere conto dei vari livelli EQF associati ad ogni singola competenza base e del principio qualitativo di prevalenza (*)

(*) Questo principio è anche riportato nell’allegato 2 “Criteri minimi per la referenziazione delle qualificazioni italiane al Quadro Nazionale delle Qualificazioni” del Decreto MLPS – MIUR 08/01/2018 “Istituzione del Quadro nazionale delle qualificazioni rilasciate nell’ambito del Sistema nazionale di certificazione delle competenze di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13”

Nel caso in cui la qualificazione presenti competenze con differenti livelli ovvero livelli differenti rispetto alle dimensioni o ai descrittivi del QNQ e comunque, nel più complessivo processo delle valutazioni di comparazione e coerenza di cui al presente punto, la referenziazione deve avvenire sempre in base al principio qualitativo di prevalenza, attribuendo alla qualificazione il livello maggiormente ricorrente.

Ai fini semplificativi, in sede di descrizione di schemi inerenti profili professionali contenenti più competenze, è possibile omettere, nella descrizione delle singole competenze tematiche il livello EQF corrispondente limitandosi a indicare il livello finale di corrispondenza EQF associato alla competenza professionale (competenza complessa)

Corsi Base: 

Nei casi in cui i corsi base costituiscono le singole unità didattiche (o unità capitalizzabili) che concorrono a fornire le competenze in un percorso formativo professionalizzante potrebbe essere utile,   laddove lo si ritiene opportuno, assegnare un livello EQF per definire il livello  di autonomia acquisito per la competenza presa in considerazione. Infatti percorsi formativi  diversi, ha volte hanno in comune unità didattiche (materie) ma con un grado di approfondimento diverso in funzione del tipo di professionalità acquisita.

3. Descrizione

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti e Corsi base (sempre)

Lo scopo è presentare, possibilmente con poche parole, alle parti interessate ed in particolare agli utenti, il percorso formativo. È possibile, in particolare nei casi in cui il percorso formativo si riferisca ad un profilo professionale non universalmente nota, aggiungere poche parole che illustrano la professione

4. Normativa e documenti di riferimento

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (non sempre applicabile)

Corsi Professionalizzanti:

Questa parte dello schema è simile all’analogo punto dello standard professionale SP/TAECF, deve chiarire se il percorso formativo si riferisce ad una professione regolamentata o meno e se esistano norme tecniche o altra documentazione di riferimento. In funzione di questi aspetti cambierà lo scopo dello schema.

  1. Professione regolamentata: lo schema ha lo scopo unicamente di descrivere il percorso formativo collegandolo al quadro di riferimento TAECF
  2. Professione non regolamentata ma costruita sulla base di una norma tecnica (in genere norme UNI): anche in questo caso lo schema ha lo scopo unicamente di descrivere il percorso formativo collegandolo al quadro di riferimento TAECF
  • Professione non regolamentata ma costruita sulla base di uno schema SP/TAECF. In questo caso il percorso formativo dovrà essere descritto nel rispetto dei contenuti dello schema SP/TAECF che andrà richiamato (ad esempio: Schema SP/TAECF/CP6 “Operatore del Turismo Esperienziale – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”)
  • Professione non regolamentata e non esiste una norma di riferimento o schema SP/TAECF. In tal caso lo schema può essere utilizzato per descrivere il percorso formativo allineandosi a quanto previsto dal quadro TAECF.

Se il percorso formativo si riferisce ad una professione non regolamentata è opportuno indicare la frase seguente:

  • Legge 4/2013 relative alle professioni non regolamentate

In tutti i casi è sempre utile riportare anche quanto segue:

  • Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualification Framework – EQF)
  • Raccomandazione 2009/C 155/02 (Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale -ECVET)

Nel caso in cui il percorso formativo si riferisca ad una professione regolamentata, come è il caso, in ambito turistico delle professioni di Accompagnatore turistico, Guida turistica, Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo, questa parte dello schema deve dichiararlo, riportando la normativa di riferimento

Analogamente a quanto indicato nello schema SP/TAECF, nel caso in cui il percorso formativo della professione (non regolamentata) oggetto della scheda è stata già individuata in una norma tecnica (ma anche un progetto di norma o prassi di riferimento) è opportuno citare la norma di riferimento.

Corsi Base: 

Questo punto potrebbe non essere ammissibile per alcuni percorso formativi brevi che si riferiscono a competenze tematiche (competenze di base)

5. Durata e Struttura

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (sempre)

Corsi Professionalizzanti:

L’informazione sulla durata del corso dovrebbe permettere di individuare le ore effettive di frequenza e le ore complessive di impegno necessario per ottenere i risultati dell’apprendimento.

Le ore effettive di frequenza sono stabilite dalle:

  • Lezioni,
  • Attività di Stage, Tirocinio lavorativo o Project Work laddove previsto

Le ore di impegno complessivo (carico di lavoro) devono tenere conto anche di:

  • Esercitazioni, preparazione di elaborati o studio personale
  • Preparazione e svolgimento degli esami
  • Seminari
  • Visite Aziendali

Il carico di lavoro è una stima del tempo che si rende necessario per conseguire i risultati di apprendimento previsti per il percorso formativo. Occorre comunque tener presente che questo numero di ore è da intendersi in effetti come tempo medio di apprendimento, e rappresenta un carico di lavoro ritenuto normale per conseguire i risultati di ap­prendimento e che può variare da studente a studente.

Si pone il problema di come stimare l’impegno totale a fronte di attività effettivamente quantificabili come le lezioni didattiche lo stage o attività di laboratorio.

In ambito universitario, in genere sono questi i parametri utilizzati:

  • 1 ora di lezione corrisponde a 3 ore di effettivo impegno individuale
  • 1 ora di esercitazione in laboratorio corrisponde a 2 ore di effettivo impegno individuale
  • 1 ora di tirocinio lavorativo o stage corrisponde a 2 ore di effettivo impegno individuale

In genere una materia universitaria che prevede 50 ore di lezioni (tra lezioni frontali e esercitazioni in aula) comporta un impegno totale di 150 ore e un corrispondente di 6 CFU (Crediti Formativi Universitari).

In realtà il parametro legate alle lezioni frontali dovrebbe tenere conto del grado di difficoltà incontrata dallo studente nell’apprendere i concetti impartiti all’interno delle lezioni, la cosa non è del tutto semplice in quanto bisognerebbe analizzare una serie di parametri e variabili non sempre quantificabili oggettivamente. Per ogni Unità Didattica dovremmo ad esempio calcolare il temo stimato per l’apprendimento, la durata complessiva, richiesta di approfondimento o di esercitazioni da parte dei docenti, ed altro ancora.

Un compromesso potrebbe essere quello di “mediare” tra i vari elementi ad esempio una Unità Didattica della durata complessiva di 20 ore potrebbe essere rapportata, in termini di carico complessivo, considerando tre livelli distinti di difficolta:

  • Unità Didattica di alta difficoltà: parametro moltiplicatore 3 => 20*3 = 60 ore complessive di impegno
  • Unità Didattica di media difficoltà: parametro moltiplicatore 2,5 => 20*2,5 =50 ore complessive di impegno
  • Unità Didattica di bassa difficoltà: parametro moltiplicatore 1,25 => 20*1,25 = 25 ore complessive di impegno.

Come si può notare il valore più alto del parametro corrisponde a quello che normalmente viene usato nella didattica universitaria

Potrebbe essere effettuato un paragone assegnando i parametri alle varie materie di un percorso formativo a seconda del tipo di percorso (base, medio avanzato) anche se in qualsiasi tipologia di corso ci saranno sempre unità didattiche con un diverso livello di difficoltà di apprendimento

Es:

Durata del Corso. 600 ore di impegno totale (carico di lavoro complessivo necessarie per ottenere i risultati dell’apprendimento) distribuibili in media in un semestre e strutturate in:

  • 260 ore di formazione in modalità E-learning
  • 50 ore Project Work o Tirocinio Lavorativo
  • 290 ore di impegno da dedicare alle esercitazioni o studio individuale, al tempo per la preparazione per gli esami e la stesura della tesina finale (laddove presente).

il carico complessivo di 600 ore è stato ottenuto applicando i seguenti parametri:

Unità didattiche (totale),  parametro  moltiplicatore = 1.92 => 260* 1.92 = 500 ore (arrotondate per difetto)

nota: il parametro moltiplicatore di 1.92 è stato considerato come valore medio  applicato non ad una singola unità ma al totale delle monte ore di tutte le U.D.

Project work, parametro moltiplicatore =  2 => 50*2=100 ore

Impegno Totale = 500 + 100 = 600 ore .

Con questi parametri si deduce direttamente il numero di ore di impegno da dedicare al resto delle attività che concorrono al calcolo dell’impegno totale: (Impegno totale – (unità didattiche + Project work)) => 600 – (260+50) = 290

Corsi Base: 

In questo caso basta indicare il numero di ore di formazione  effettivamente erogate e le modalità (onlne, e-learning, blended, ecc)

6. Prerequisiti di ingresso

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (sempre)

I prerequisiti di ingresso necessari per la frequenza del percorso formativo dovrebbero essere distinti in:

Prerequisiti cogenti: prerequisiti obbligatori che tengono conto della formazione formale (titoli di studio) e della formazione non formale (formazione specifica) o informale (esperienze lavorative o professionali) necessari per accedere al percorso.

Prerequisiti consigliati: Prerequisiti non obbligatori ma che possono essere utile per una migliore comprensione degli argomenti trattati nel percorso formativo proposto

7. Obiettivi e Risultati attesi

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (sempre)

Corsi Professionalizzanti:

Descrivere gli obiettivi (in modo chiaro, sintetico e misurabile) e i risultati dell’apprendimento attesi dal percorso formativo.

I risultati dell’Apprendimento dovrebbero essere espressi elencando conoscenza, abilità e competenze (KSC- Knowledge, Skills and Competences) acquisite e necessarie per svolgere determinati compiti.

Nel caso di un percorso formativo il cui obiettivo è quello di far acquisire le conoscenze, abilità e competenze per svolgere i compiti associati ad uno specifico profilo professionale, l’insieme delle KSC acquisite “cosa si apprende” dovrebbero coincidere con quelli necessari a svolgere la professione individuata dal profilo “quali compiti sono in grado di svolgere”.

In questo caso, uno dei risultati attesi dovrebbe essere quello di ottenere una attestazione finale relativa al possesso dei requisiti in termini di conoscenze, abilità e competenze al fine di operare nella figura professionale in uscita dal percorso formativo

Può essere sempre utile predisporre, in relazione ai compiti previsti per la figura in uscita, una matrice di correlazione tra competenze, abilità e conoscenze e che le Unità didattiche descritte al punto successivo, contengano tutte le conoscenze indicate in tale matrice.

Corsi Base: 

In questo caso è sufficiente una breve descrizione che descriva sinteticamente obiettivi e risultati attesi

8. Unità capitalizzabili e Crediti ECVET

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (facoltativo)

Corsi Professionalizzanti:

Nel caso di un percorso formativo il cui obiettivo è quello di far acquisire le conoscenze, abilità e competenze per svolgere i compiti associati ad uno specifico profilo professionale, l’insieme delle Unità capitalizzabili (unità di apprendimento o unità didattiche) costituiscono i risultati dell’apprendimento necessari a svolgere la professione individuata dal profilo.

Le Unità capitalizzabili dovrebbero essere strutturate in modo tale da rispettare le seguenti caratteristiche:

  • essere leggibili e comprensibili
  • risultare, nei limiti del possibile, “autoportanti”, nel senso di indipendenti dalle altre unità,
  • valutabili
  • indicare i crediti ECVET assegnati

Per ogni unità capitalizzabile è opportuno indicare il programma didattico che esplicita le conoscente acquisite alla fine dell’unità

Il totale dei crediti ECVET assegnati alle Unità costituiranno i Punti ECVET assegnati all’intero percorso formativo e quindi all’intera qualifica.

Rimandando per i dettagli al volume da cui le presenti linee guide sono estratte, possiamo in questo documento, ricordare come i due sistemi ECTS ed ECVET, pur nelle rispettive differenze possono essere considerati analoghi per quanto riguarda l’assegnazione finale dei crediti. Pertanto, anche se questo comporta un certo livello di semplificazione, si propone di assegnare i crediti ECVET in funzione del carico complessivo che ogni Unità Didattica comporta 1 credito ECVET ogni 25 ore di carico complessivo di lavoro. (punto 5 dello schema SF/TAECF.)

Corsi Base: 

Per i corsi base è sufficiente indicare il programma didattico che esplicita le conoscente acquisite alla fine dell’unità

Nei casi in cui i corsi base costituiscono le singole unità didattiche (o unità captitalizzabili) che concorrono a fornire le competenze in un percorso formativo professionalizzante e consigliabile indicare il numero di crediti ECVET (in base alla logica descritta per i corsi professionalizzanti)

9. Procedure e criteri di valutazione dei risultati

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (sempre)

Corsi Professionalizzanti:

Le metodologie e gli attori per i soggetti interessati alla valutazione dell’apprendimento formale sono stabiliti per via legislativa (per esempio Diploma, Laurea, esami di Stato), la valutazione della formazione specifica (formazione non formale), oggetto della presente guida, dovrebbe avvenire comunque utilizzando, possibilmente, strumenti riconoscibili.

Uno strumento consigliato per la valutazione delle conoscenze, abilità e competenze può essere fornito dalla norma UNI 11506 “Attività professionali non regolamentate – Figure professionali operanti nel settore ICT – Requisiti per la valutazione e certificazione delle conoscenze, abilità e competenze per i profili professionali ICT basati sul modello e-CF.

La norma UNI 11506 è nata per le competenze digitali, è coerente con il Quadro Europeo delle qualifiche (EQF) e le Raccomandazioni 2009/C 155/02 (Sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale -ECVET) inoltre, si adatta anche ai profili operanti in un settore non ICT.

La valutazione della formazione specifica è solo uno dei percorsi che dovrebbero essere presi in considerazione per l’accesso alle professioni oggetti del presente schema, infatti altri aspetti da prendere in considerazione sono:

  • Formazione specifica (Apprendimento non formale)
  • Titolo di Studio (Apprendimento formale)
  • Esperienza lavorativa (Apprendimento informale)

La valutazione della formazione specifica dovrebbe essere effettuata valutando

  • Le Conoscenze
  • Le Abilità
  • Le Competenze

Acquisite durante il percorso formativo, utilizzando, una selezione, più ampia possibile, dei seguenti elementi:

  • Utilizzo di una procedura della qualità didattica interna che definisce le responsabilità e le modalità di valutazione dei risultati
  • Test di valutazione finale alla fine di ogni unità didattica
  • Valutazione dell’attività di Project Work (o Tirocinio Lavorativo)
  • Valutazione di una tesina finale
  • Esame finale scritto
  • Esame finale orale
  • Role Playing Formativo

Corsi Base: 

Questo punto, potrebbe essere applicabile solo in parte per alcune competenze di base. Non dovrebbero comunque mai mancare la valutazione delle conoscenze, eventualmente tramite test finali e l’utilizzo di una procedura della qualità didattica.

10. Procedure e criteri di valutazione della qualità

Applicabilità: Corsi Professionalizzanti (sempre); Corsi base (sempre)

Corsi Professionalizzanti e Corsi Base:

La qualità della formazione erogata andrebbe valutata utilizzando apposite procedure interne della qualità e questionari di customer satisfaction da erogare possibilmente in forma autonoma.

Dovrebbero essere prese in considerazione, in funzione della complessità e della durata del percorso formativo, uno o più dei seguenti elementi:

  • Utilizzo di una procedura della qualità interna che definisce le modalità di monitoraggio della qualità erogata e della somministrazione dei questionari di Customer Satisfaction
  • Utilizzo di una procedura della qualità interna che definisce le modalità di gestione delle Non conformità e delle Azione Correttive
  • Utilizzo di una procedura della qualità interna che definisce i fattori, gli indicatori di qualità e gli standard attesti e le modalità di analisi dei dati raccolti durante le attività di monitoraggio e rilevazione della Qualità
  • Erogazione di un Questionario di soddisfazione erogato per ogni singola unità didattica
  • Erogazione di un Questionario di soddisfazione erogato alla fine del percorso formativo